mercoledì, 13 maggio 2009
Radici cristiane dell'Europa
Sono da esplicitare? Sono fondamentali?
Mi sembra che l'interrogativo principale riguardi la necessità o meno, per la società di oggi, di avere una religione come base del suo esistere. Ed è questo un interrogativo che attraversa l'Unione Europea: l'Europa deve fare riferimento alle radici cristiane come suo stesso fondamento?
A proposito mi sorgono alcune brevi riflessioni:
1) è necessario che una società o una comunità debba avere un riferimento religioso fondativo ufficiale e giuridico?
2) fino a che punto questo riferimento rappresenterebbe tutti i cittadini?
3) non è forse la libertà di culto o non culto uno dei cardini delle società contemporanee? Se si, quale senso acquista il riconoscimento giuridico di una religione, pur essendo questa storicamente importante?

Di certo, se fossero le forze politiche italiane, almeno la maggior parte, a poter decidere, non ci sarebbero dubbi: le nostre radici sono cristiane, anzi cattoliche.
Soprattutto un partito ne fa una particolare battaglia. E pone la questione in termini precisi: la religione cristiana e specialmente cattolica è il fondamento per la nostra società perchè è IDENTITA'.
Quante volte abbiamo sentito la parola "identità"!
La religione come identità culturale, territoriale, morale, tradizionale. Insomma, un qualcosa di imprescindibile.

Eppure, mi sembra che una visione di questo tipo presenti non pochi problemi.
Innanzitutto, ricollegandomi alle domande di cui sopra, siamo sicuri che tutti i cittadini di quel territorio appartangano effettivamente a quella religione? Fino a che punto la rilevanza storica e la tradizione possono condizionare la libertà degli esseri umani? Se viene presa giuridicamente ed ufficialmente valida la religione come fondamento, quale libertà di culto rimane agli ALTRI? Non si corre, forse, il rischio di discriminare per via religiosa i cittadini e buttare al vento secoli di lotte per emanciparsi dal monopolio religioso della morale?
Ed ancora, non si tratta di avere una visione ideologicamente falsata della realtà sociale, dal momento che sempre più persone scelgono (fino a che sarà lecito) strade diverse da quelle delle religioni organizzate? I giovani, ad esempio, sono sempre più lontani dalla religione come istituzione, ma coltivano forme personali, individuali di fede, oppure si accostano a posizioni agnostiche ed atee.
Perchè mai, mi chiedo, non si deve tener conto di questi mutamenti e si deve sempre tentare di forzare tutto ciò che è "altro" nell'ottica religiosa istituzionalizzata prorpria di solo una parte dei cittadini?

E' giunto, forse, il momento per gli uomini e le donne di oggi di cominciare a ripensare la morale fondata sulla religione, per la fondazione di una nuova morale condivisa e umana.
postato da: AndreaX77 alle ore 07:59 | Permalink | commenti (1)
categoria:religione, pluralismo, democrazia, cittadinanza, laicità
venerdì, 08 maggio 2009
Tenersi informati sull'8x1000
Segnalo questa interessante campagna informativa:

OCCHIOPERMILLE
postato da: AndreaX77 alle ore 20:03 | Permalink | commenti
categoria:chiesa, religione, pluralismo, democrazia, cattolicesimo, cittadinanza, laicità
mercoledì, 06 maggio 2009
Libertà in Italia?
Da qualche tempo è stato pubblicato da parte dell'organizzazione Freedom House un rapporto sulla libertà di stampa che si può consultare a questo indirizzo.
Non è mia abitudine procedere per verità assolute, quindi lascio il beneficio del dubbio.
Tuttavia, questo rapporto rimane un ottimo spunto di riflessione, soprattutto se si considera che l'etichetta di parzialmente libero il nostro paese se la prende a causa delle proprietà del Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica, evidentemente considerate incompatibili con un regolare svolgimento della vita democratica del paese.

FreeHouse_Italy
postato da: AndreaX77 alle ore 08:39 | Permalink | commenti
categoria:democrazia, cittadinanza
martedì, 05 maggio 2009
Gossip o informazione
Non se ne può più.
Basta.
Ad un certo punto delle vicende personali e familiari di un personaggio politico non importa poi molto. Eppure, sui media d'informazione, scrosciano articoli intorno a questi argomenti.
Prendiamo atto che ad una parte di cittadini interessa il gossip ed intrufolarsi nelle vicende private dei cosiddetti VIPs.
Prendiamo atto che la particolare situazione del Presidente del Consiglio e di sua moglie è stata veicolata sui media proprio da quest'ultima.
Prendiamo atto che il "gioco" politico attende ogni passo falso dell'avversario per oscurarne il consenso.
Prendiamo atto che vi sono anche i detentori della morale pubblica che dall'alto d'ispirazioni ultramondane redarguiscono su talune situazioni.
Prendiamo atto di tutto ciò.
Comprendiamo l'attenzione suscitata, quindi.
Ma non ne possiamo più di assistere alla messa in scena di falsi problemi per la collettività che adombrano quelli reali.
postato da: AndreaX77 alle ore 14:27 | Permalink | commenti
categoria:democrazia, cittadinanza
martedì, 28 aprile 2009
TV di (quale) stato?
Rieccomi!
Lo so, sono discontinuo, ma è una forma di rapporto morboso con l'interazione blogghiana, perdonerete...

Ho avuto l'occasione di passare davanti al televisore, sull'ora di mezzogiorno circa del corrente giorno e che mi vedo? Sul canale Raiuno trasmettono la diretta della visita del Pontefice (capo della Chiesa cattolica e del Vaticano, tanto amato dai fedeli italiani) alle zone terremotate dell'Abruzzo. Cambio e canale e che mi vedo? Sul canale Raidue la diretta della visita del Pontefice, ecc ecc, alle zone terremotate dell'Abruzzo.

Ora mi limiterò a delle brevi considerazioni.
Già il fatto che la televisione di stato dedichi la diretta alla visita di un capo religioso, può sembrare eccessivo per uno stato laico. Ma adirittura due reti pubbliche monopolizzate dall'evento mi sembra oltremodo forzoso.
Oltre al fatto che i conduttori e cronisti di dette dirette si prodigano in mielose ed ossequiose descrizioni ed esaltazioni di taluni valori religiosi e del capo che li rappresenta.

Non rimane che da chiedersi: ma lo Stato italiano ha ancora una religione di stato per cui si rendono necessarie queste dirette? E ancora: le reti Rai, almeno le prime due, sono definite tv pubbliche di stato, ma a quale ci riferisce? Quello italiano o quello vaticano?
Ai cittadini di Vaticalia l'ardua sentenza.
postato da: AndreaX77 alle ore 13:33 | Permalink | commenti
categoria:chiesa, religione, pluralismo, democrazia, cittadinanza, laicità
venerdì, 24 ottobre 2008
Il libro sacro
Per tutte le persone che vivono la propria vita con atteggiamento critico saranno frequenti i momenti in cui ci si interroga sulla realtà, sulle "cose", siano esse fatti, avvenimenti, persone o credenze.
Ebbene, tra le miriadi di domande possibili, mi sono interrogato spesso sul senso della sacralità che avvolge un libro particolare: la bibbia.
Da quasi due millenni il mondo occidentale considera sacro questo libro, avvolgendolo in una sorta di mito intoccabile, un monumento religioso indiscutibile. E' parola di dio, dicono. Per i credenti, dicono, è una raccolta di scritti ispirati, una rivelazione divina rivolta agli uomini di ogni tempo.
Alla luce della formazione religiosa, cristiano cattolica, che mi è stata data (o imposta, dipende dai punti di vista) nella mia fanciullezza e dalla constatazione che le persone cattoliche che ho incontrato nella mia vita evitavano accuratamente di avventurarsi nella lettura della bibbia (preferendo riceverne un'interpretazione dall'autorità ecclesiastica), ho affrontato, a distanza di anni, la lettura di questo libro per tentare di capire in che modo lo si possa considerare sacro e parola di dio (il dio delle religioni abramitiche).
Il testo che ho tra le mani è un'edizione del 1986 che propone una traduzione autorizzata dall'Alleanza Biblica Universale (ABU) e dalla CEI (Conferenza Episcopale Italana): un'edizione come tante, presente in quasi tutte le case, in quasi tutte le famiglie, alla quale possono accerdervi tutte le persone che lo vogliano.

L'introduzione mette subito in guardia sulla lettura della bibbia, indicando alcune precauzioni necessarie per una corretta comprensione, tra le quali, evidentemente, la "fede": esegesi biblica (vederemo che proprio l'appello alla fede per comprendere il senso dei gesti e delle parole delle storie narrate che si vorrebbero sempre attuali, entrando nell'ottica dei profeti e degli apostoli, può costituire dei presupposti pericolosi per chi seguisse tali consigli).
Ma solo il fatto che si debba procedere con cautela, che non tutti possano accedervi facilmente, che si necessiti di un'interpretazione per la comprensione, può far riflettere sulla qualità del presunto messaggio divino espresso tra le righe dei racconti biblici...soprattutto riguardo ad alcuni fatti, gesti o espressinioni che una mente razionale contemporanea non può condividere se non abdicando alle proprie facoltà di buon senso e di ragione.
(continua...)
postato da: AndreaX77 alle ore 08:47 | Permalink | commenti
categoria:religione, cattolicesimo
martedì, 30 settembre 2008
La corruzione


Beh...che dire...abbastanza deprimente.
La corruzione è un sintomo antidemocratico. Un segnale del livello civico e civile di un paese. Ed è proprio strano che un paese ricco di solidarietà come il nostro, quindi altruista e attento al prossimo suo come se stesso, sia affetto da questa grave forma di rapporti sociali indirizzati a fregare il prossimo suo come non mai.
postato da: AndreaX77 alle ore 15:39 | Permalink | commenti
categoria:pluralismo, democrazia, cittadinanza
mercoledì, 17 settembre 2008
Ricordando Rick Wright

Un piccolo omaggio a Wright, tastierista dei PinkFloyd, morto qualche giorno fa. Un musicista rock che rimarrà vivo nei miei ricordi e nella sua musica.
postato da: AndreaX77 alle ore 21:27 | Permalink | commenti (2)
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mercoledì, 17 settembre 2008
Antifascismo: un valore costituzionale?
logo-nofascismoA distanza di qualche giorno dalle polemiche sorte in seguito a dichiarazioni ed esternazioni più o meno felici di certa parte politica italiana, riprendo brevemente una riflessione condotta sulla scia delle parole del presidente della Repubblica Italiana, secondo cui non tutti in Italia si idenificano pienamente nei valori e nei principi costituzionali.
E' una constatazione, purtroppo. Non un timore.
Tuttavia, non sono certo le prime avvisaglie di un debole sentimento comune e scarsamente condiviso riguardo la costituzione italiana. Ricordiamo, ad esempio, le numerose prese di posizione più o meno forti del partito della Lega Nord. Oppure basta ricordare la formazione storica della destra italiana debitrice verso l'ideologia fascista. Ma torniamo alla questione dell'antifascismo.

Le posizioni di alcuni esponenti politici e, dobbiamo immaginare, di una parte dell'elettorato, quindi di cittadini italiani, sono sintomatiche, a mio avviso, di quanto sia difficile emanciparsi dal passato. Sono emblematiche dell'attrito che il nostro paese e la nostra società incontra nel cammino verso il futuro.
E' vero che la storia è maestra di vita, ma si deve essere in grado di poter discernere quali sono gli errori e perchè si definiscono tali.
Se vogliamo analizzare brevemente il concetto di antifascismo, risulta opportuno rinverdire la definizione di fascismo, seppur per sommi capi: una dottrina statolatra, ovvero con una fede cieca e assoluta nello stato; uno stato etico, in quanto concepito secondo una missione basata su valori assoluti (nazione, razza, classe) che ammette un partito unico (unico portatore del sistema di valori da perseguire), basato su precise oligarchie gerarchicamente ordinate. Aspetti fondativi del fascismo esplicitati dallo stesso Mussolini nella voce "fascismo" dell'enciclopedie Treccani del 1932. Dal quale scritto, si evince il carattere antindividualista, antidemocratico, antiliberalista, imperialista ed inoltre (con la promulgazione delle leggi razziali) razzista della concezione fascista della realtà: una concezione totalitaria.

Data questa spolverata alla concezione del fascismo, torniamo a chiederci il senso della difesa di un regime politico di questo tipo.
Certo non stupisce che i valori antifascisti non siano condivisi, se queste sono le premesse. Stupisce, invece, la presenza nell'arena democratica di queste forze che fanno l'occhiolino in veste nostalgica a movimenti di matrice antidemocratica. Infatti, se l'errore nella dottrina fascista è indicato sostanzialmente nelle promulgazione delle leggi razziali (come spesso si sente dire), ci si chiede come possano essere giustificate le altre caratteristiche dello stato totalitario ed etico. E quali pericolose acrobazie di pensiero si debbano fare per darne un'ostinata interpretazione positiva. Perchè il fascismo, spogliato di queste caratteristiche totalitarie, evapora come neve al sole e risulta inconsistente, dal momento che lo si priva della sua stessa essenza.

Un appunto: il monito del Presidente della Camera, Fini, a riconoscersi nell'antifascismo è un segnale positivo e doveroso in una Repubblica democratica. Ma, dato il malcontento generato nella sua parte politica, soprattutto tra i giovani, sembra essere più una voce fuori dal coro, una posizione personale (dato anche il ruolo istituzionale che ricopre), che una convinzione condivisa.

Una curiosità: si nota come certe espressioni usate dal fascismo per definire la propria concezione della realtà ed il proprio modo di operare, siano piuttosto affini a quelle usate dalle gerarchie ecclesiali.
postato da: AndreaX77 alle ore 09:28 | Permalink | commenti
categoria:pluralismo, democrazia, cittadinanza
lunedì, 18 agosto 2008
Giornata dello sbattezzo
Comunicato d'informazione:

Il 25 ottobre 2008 dell'era volgare, si terrà la Gioranta nazionale dello sbattezzo promossa dall'UAAR.

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Per chiunque fosse interessato o volesse maggiori informazioni a riguardo può andare sul sito dell'UAAR (tra i link di questo blog)  e guardare nella sezione in Primo Piano.
postato da: AndreaX77 alle ore 08:45 | Permalink | commenti (3)
categoria:chiesa, religione, pluralismo, democrazia, ateismo, cattolicesimo, cittadinanza, laicitÃ